martedì 6 agosto 2013

D'estate

Finalmente ho finito di mettere a dimora tutte le rose che mi sono arrivate. È stato un lavoro pesante, un po' per il caldo, un po' perché la voglia di vederle tutte al loro posto ha offuscato la mia pazienza, quella famosa dote che ogni giardiniere ha. 


Nei giorni scorsi è finalmente venuta a trovarmi una persona, che penso di poter definire un'amica. Con lei, passeggiando sul mio pick-up sulle colline del Monferrato, abbiamo parlato anche di amicizia e di quello che significa. Sempre che a cose così grandi si possa dare un significato.
A volte è semplice, basta parlare e le cose arrivano facilmente, senza sforzi, come se fossero cascate di un torrente estivo, di montagna.
Poi ci sono i rapporti difficili, quelli che non si capiscono al volo o anche dopo anni e che fanno pensare. Io, però, ho deciso -un'altra volta- che le persone che mi stanno vicino mi piacciono e le voglio conservare con le loro frasi strane o i loro comportamenti che io cerco di leggere come se fossero anche loro dei fiumi.

Francesco mi manca, inutile dirlo. Penso alla festa a cui siamo andati insieme prima che partisse. Quel giorno ci siamo divertiti, tra i campi ormai rasati come se fossero stati di barba e ancora gialli, punzecchiati da grandi balle di fieno che sembrava rotolassero giù per le colline.
Il Moschettiere si è anche "perso" dietro il bancone cercandomi la gazzosa e si è fatto un'altra birra fresca, ridendo con gli amici.

Ho scattato una foto a Francesco, appoggiata al muro della chiesetta. 
Lui, seduto sulla colonnina alla fine della scala di pietra, mi ha ricordato quando io andavo in montagna con mia mamma e ci mettevamo sempre sulle scale di pietra a masticare fili d'erba.
Lui, però, è  biondo e io ero un po' rossiccia. 



1 commento:

Pellegrina ha detto...

Cara P. Spero essere nella sottocategoria dei torrenti, poiché tra le amiche, con mia gioia, nominata.
Francesco tornerà presto per nuove scoperte. E le rose fioriranno nella casina misteriosa...